Quando acquistiamo gamberi surgelati al supermercato, siamo convinti di portare a casa esattamente ciò che leggiamo sulla confezione. Ma quella cifra in grassetto che indica 500 o 1000 grammi racconta davvero tutta la storia? La risposta è più complessa di quanto si possa immaginare e riguarda una pratica commerciale diffusa che merita la nostra attenzione: la glassatura.
Il peso che non c’è: la glassatura invisibile
I gamberi surgelati vengono ricoperti con uno strato di glassatura, ovvero acqua congelata che li avvolge come un sottile involucro trasparente. Questa tecnica non è fraudolenta in sé: serve a proteggere il prodotto dall’ossidazione, a preservarne freschezza e qualità durante il trasporto e la conservazione, evitando il fenomeno della bruciatura da freddo. Il problema nasce quando questa glassatura rappresenta una percentuale significativa del peso totale indicato sulla confezione.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questa pellicola ghiacciata può costituire dal 10% fino al 15% del peso complessivo, secondo le normative europee che limitano la glassatura per i prodotti surgelati. Per i gamberi della specie Penaeus vannamei, ad esempio, il limite massimo consentito è del 15% del peso netto del prodotto sgocciolato. Tradotto in termini pratici: su una confezione da 1 kg, potrebbero esserci fino a 150 grammi di semplice acqua ghiacciata. Un dato che influenza sensibilmente la percezione della convenienza economica dell’acquisto.
Peso lordo versus peso netto: un’etichetta che confonde
La normativa vigente obbliga i produttori a indicare il peso netto sgocciolato, secondo quanto previsto dal Regolamento UE 1169/2011 sull’etichettatura dei prodotti alimentari. Tuttavia, questa informazione spesso risulta poco visibile o posizionata in caratteri minuscoli rispetto al peso lordo. Il consumatore medio, di fretta tra le corsie refrigerate, focalizza la propria attenzione sul numero più grande e appariscente, quello che sembra promettere maggiore quantità di prodotto.
Questa asimmetria informativa non è casuale. Le confezioni sono progettate per catturare l’attenzione e stimolare l’acquisto, e un peso lordo generoso comunica abbondanza. Quando poi a casa scongeliamo i gamberi e l’acqua della glassatura si scioglie, ci ritroviamo con una quantità di crostacei sensibilmente inferiore alle aspettative.
Come verificare la percentuale di glassatura
Esistono alcuni segnali che permettono di valutare preventivamente quanto ghiaccio nasconde quella confezione apparentemente vantaggiosa. Controllare attentamente l’etichetta alla ricerca della dicitura peso netto sgocciolato o peso netto dopo scongelamento è il primo passo fondamentale, poiché questa informazione è obbligatoria per legge per i surgelati glassati.
Calcolare la differenza percentuale tra peso lordo e peso netto è altrettanto importante: uno scarto superiore al 15% viola i limiti normativi europei e dovrebbe far scattare un campanello d’allarme. Osservare attraverso la confezione trasparente se i gamberi presentano uno strato di ghiaccio visibilmente spesso può fornire ulteriori indizi. Il consiglio più prezioso resta però confrontare il prezzo al chilogrammo basandosi sul peso netto effettivo, non su quello lordo.
L’impatto economico sulle nostre spese
Facciamo un esempio concreto per comprendere le implicazioni economiche. Una confezione da 1 kg venduta a 15 euro sembra avere un costo di 15 euro al chilo. Se però la glassatura rappresenta il 15% del peso, stiamo effettivamente pagando circa 17,65 euro al chilo per il prodotto netto. Una differenza tutt’altro che trascurabile, soprattutto quando moltiplicata per gli acquisti di un’intera famiglia nel corso dell’anno.

Questa distorsione percettiva influenza anche i confronti tra prodotti diversi. Due confezioni potrebbero avere prezzi apparentemente simili, ma percentuali di glassatura molto differenti, rendendo uno dei due prodotti decisamente più conveniente dell’altro. Ecco perché sviluppare un occhio critico diventa essenziale per tutelare il proprio portafoglio.
Strategie di acquisto consapevole
Diventare consumatori informati richiede qualche minuto in più durante la spesa, ma garantisce scelte più vantaggiose. Quando ci troviamo davanti al banco surgelati, dovremmo adottare un approccio metodico. Per prima cosa, abituiamoci a ignorare il peso lordo e cercare sempre il peso netto sgocciolato. Questo valore rappresenta ciò che effettivamente cucineremo e porteremo in tavola.
Un altro elemento da considerare è la modalità di congelamento. I gamberi IQF (Individual Quick Frozen), congelati singolarmente, tendono ad avere percentuali di glassatura inferiori rispetto a quelli congelati in blocco. Sebbene possano costare leggermente di più, il prezzo reale al netto della glassatura potrebbe rivelarsi più competitivo.
Il ruolo della conservazione domestica
Anche il nostro comportamento a casa influenza la quantità finale di prodotto utilizzabile. Uno scongelamento lento in frigorifero permette di recuperare e pesare l’acqua di scongelamento, verificando così empiricamente la percentuale effettiva di glassatura. Questo piccolo esperimento può rivelarsi illuminante e guidare gli acquisti futuri.
La conservazione prolungata nel congelatore domestico può inoltre causare sublimazione del ghiaccio, riducendo ulteriormente il peso finale del prodotto. Acquistare quantità proporzionate al consumo previsto diventa quindi una strategia vincente sotto più aspetti, evitando sprechi e ottimizzando la qualità organolettica dei crostacei.
Pretendere maggiore trasparenza
Come consumatori, abbiamo il diritto e il dovere di richiedere chiarezza. Segnalare ai punti vendita le confezioni con etichettatura ambigua o scarsamente leggibile può stimolare un miglioramento delle pratiche commerciali. Le associazioni dei consumatori raccolgono queste segnalazioni e possono intervenire presso produttori e distributori per promuovere standard più rigorosi.
La scelta di premiare con i nostri acquisti le aziende che adottano volontariamente etichettature chiare e trasparenti invia un messaggio potente al mercato. La trasparenza dovrebbe diventare un valore competitivo, non un optional. Ogni singola decisione d’acquisto contribuisce a definire le dinamiche commerciali del settore alimentare.
Conoscere questi meccanismi trasforma la spesa da atto routinario a momento di consapevolezza. I gamberi surgelati rappresentano solo un esempio di come le informazioni sulla confezione possano essere tecnicamente corrette ma praticamente fuorvianti. Sviluppare un occhio critico verso le etichette, dedicare qualche secondo in più al confronto tra prodotti e basare le decisioni sul peso netto effettivo sono gesti semplici che tutelano concretamente il nostro portafoglio e ci rendono protagonisti attivi delle nostre scelte alimentari.
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